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aLiCe CoNtINuA A NoN SaPeRe MolTe CoSemI Fa MaLe Il MoNdO |
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March 31 o domani potesse tendere all'infinitoVorrei conoscer l' odore del tuo paese, camminare di casa nel tuo giardino, respirare nell' aria sale e maggese, gli aromi della tua salvia e del rosmarino. Vorrei che tutti gli anziani mi salutassero parlando con me del tempo e dei giorni andati, vorrei che gli amici tuoi tutti mi parlassero, come se amici fossimo sempre stati. Vorrei incontrare le pietre, le strade, gli usci e i ciuffi di parietaria attaccati ai muri, le strisce delle lumache nei loro gusci, capire tutti gli sguardi dietro agli scuri e lo vorrei perchè non sono quando non ci sei e resto solo coi pensieri miei ed io... Vorrei con te da solo sempre viaggiare, scoprire quello che intorno c'è da scoprire per raccontarti e poi farmi raccontare il senso d' un rabbuiarsi e del tuo gioire; vorrei tornare nei posti dove son stato, spiegarti di quanto tutto sia poi diverso e per farmi da te spiegare cos'è cambiato e quale sapore nuovo abbia l' universo. Vedere di nuovo Istanbul o Barcellona o il mare di una remota spiaggia cubana o un greppe dell' Appennino dove risuona fra gli alberi un' usata e semplice tramontana e lo vorrei perchè non sono quando non ci sei e resto solo coi pensieri miei ed io... Vorrei restare per sempre in un posto solo per ascoltare il suono del tuo parlare e guardare stupito il lancio, la grazia, il volo impliciti dentro al semplice tuo camminare e restare in silenzio al suono della tua voce o parlare, parlare, parlare, parlarmi addosso dimenticando il tempo troppo veloce o nascondere in due sciocchezze che son commosso. Vorrei cantare il canto delle tue mani, giocare con te un eterno gioco proibito che l' oggi restasse oggi senza domani o domani potesse tendere all' infinito e lo vorrei perchè non sono quando non ci sei e resto solo coi pensieri miei ed io.. March 13 non ricordo più che voce hai...
Citazione
February 28 _Una Stagione_Questa donna, una volta, era fatta di carne fresca e solida. Quando portava un bambino si teneva nascosta e intristiva da sola, non amava mostrarsi sformata, per strada. Le altre volte - era giovane, senza volerlo fece molti bambini - passava per strada con passo sicuro e sapeva godersi gli istanti. I vestiti diventano vento le sere di marzo e si stringono e tremano intorno alle donne che passano. Il suo corpo di donna muoveva sicuro nel vento che svaniva, lasciandolo saldo. Non ebbe altro bene che quel corpo che adesso è consunto dai troppi figliuoli. Nelle sere di vento si spande un sentore di linfe, il sentore che aveva da giovane il corpo tra le vesti superflue, un sapore di terra bagnata che ogni marzo ritorna, anche dove in città non c’è viali e non giunge col sole il respiro del vento il suo corpo viveva esalando di succhi in fermento tra i muri di pietra. Col tempo anche lei che ha nutrito altri corpi si è rotta e piegata. Non è bello guardarla, ha perduto ogni forza. Ma dei molti, una figlia ritorna a passare per le strade la sera e ostentare nel vento sotto gli alberi, solido e fresco, il suo corpo che vive. E c’è un figlio che gira e sa stare da solo e si sa divertire da solo, ma guarda nei vetri, compiaciuto del modo che tiene a braccetto la compagna. Gli piace di un gioco di muscoli accostarsela mentre rilutta e baciarla sul collo. Soprattutto gli piace, poi che ha generato su quel corpo, lasciarlo intristire e tornare a se stesso. Un amplesso lo fa solamente sorridere e un figlio lo farebbe indignare. Lo sa la ragazza che attende e prepara se stessa a nascondere il ventre sformato e si gode con lui, compiacente, e gli ammira la forza di quel corpo che serve per compiere tante altre cose. November 30 nonostante l'apparente ovvietàVenite pure avanti, voi con il naso corto, signori imbellettati, io più non vi sopporto, infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio perchè con questa spada vi uccido quando voglio. Venite pure avanti poeti sgangherati, inutili cantanti di giorni sciagurati, buffoni che campate di versi senza forza avrete soldi e gloria, ma non avete scorza; godetevi il successo, godete finchè dura, che il pubblico è ammaestrato e non vi fa paura e andate chissà dove per non pagar le tasse col ghigno e l' ignoranza dei primi della classe. Io sono solo un povero cadetto di Guascogna, però non la sopporto la gente che non sogna. Gli orpelli? L'arrivismo? All' amo non abbocco e al fin della licenza io non perdono e tocco, io non perdono, non perdono e tocco! Facciamola finita, venite tutti avanti nuovi protagonisti, politici rampanti, venite portaborse, ruffiani e mezze calze, feroci conduttori di trasmissioni false che avete spesso fatto del qualunquismo un arte, coraggio liberisti, buttate giù le carte tanto ci sarà sempre chi pagherà le spese in questo benedetto, assurdo bel paese. Non me ne frega niente se anch' io sono sbagliato, spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato; coi furbi e i prepotenti da sempre mi balocco e al fin della licenza io non perdono e tocco, io non perdono, non perdono e tocco! Ma quando sono solo con questo naso al piede che almeno di mezz' ora da sempre mi precede si spegne la mia rabbia e ricordo con dolore che a me è quasi proibito il sogno di un amore; non so quante ne ho amate, non so quante ne ho avute, per colpa o per destino le donne le ho perdute e quando sento il peso d' essere sempre solo mi chiudo in casa e scrivo e scrivendo mi consolo, ma dentro di me sento che il grande amore esiste, amo senza peccato, amo, ma sono triste perchè Rossana è bella, siamo così diversi, a parlarle non riesco: le parlerò coi versi, le parlerò coi versi... Venite gente vuota, facciamola finita, voi preti che vendete a tutti un' altra vita; se c'è, come voi dite, un Dio nell' infinito, guardatevi nel cuore, l' avete già tradito e voi materialisti, col vostro chiodo fisso, che Dio è morto e l' uomo è solo in questo abisso, le verità cercate per terra, da maiali, tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali; tornate a casa nani, levatevi davanti, per la mia rabbia enorme mi servono giganti. Ai dogmi e ai pregiudizi da sempre non abbocco e al fin della licenza io non perdono e tocco, io non perdono, non perdono e tocco! Io tocco i miei nemici col naso e con la spada, ma in questa vita oggi non trovo più la strada. Non voglio rassegnarmi ad essere cattivo, tu sola puoi salvarmi, tu sola e te lo scrivo: dev' esserci, lo sento, in terra o in cielo un posto dove non soffriremo e tutto sarà giusto. Non ridere, ti prego, di queste mie parole, io sono solo un' ombra e tu, Rossana, il sole, ma tu, lo so, non ridi, dolcissima signora ed io non mi nascondo sotto la tua dimora perchè oramai lo sento, non ho sofferto invano, se mi ami come sono, per sempre tuo, per sempre tuo, per sempre tuo...Cirano __La Grazia E Il Tedio A Morte Del Vivere In Provincia__http://www.youtube.com/watch?v=nL7z4FwOkp4 E un altro giorno è andato, la sua musica ha finito, Giornate senza senso, come un mare senza vento, Nel sole dei cortili i tuoi fantasmi giovanili Professionisti acuti, fra i sorrisi ed i saluti, Se i giorni ti han chiamato tu hai risposto da svogliato, E un altro giorno è andato, la sua musica ha finito, November 19 Biancaneve invece si fece furba.Biancaneve pur essendo vissuta tanto tempo fa in un paesino dell'entroterra siculo era una ragazza di larghe vedute,all'avaguardia e per questo dava alla sua matrigna molte preoccupazione.
La nostra intraprendente fanciulla aveva sempre pensato,sin da bambina,che studiare fosse importantissimo perchè più cose si sanno più è difficile che gli altri te la mettano nel culo e per questo chiese alla matrigna se la mandava a studiare fuori; l'anziana signora s'incazzò e per punizione decise di chiuderla in casa per una settimana costringendola a fare i lavori domestici e fu a quel punto che Biancanve decise di fuggire di casa.
La mattina presto Biancaneve comprò il mercatino e lì trovò un'offerta interessante:c'erano sette nani,studenti fuori corso,che avevano nel loro appartamento una stanza libera che affittavano a pochissimo prezzo perchè la gente era piena di pregiudizi e non voleva vivere con dei nani.
Biancaneve raggiunse la casa dei nani e si trovò sin da subito benissimo con loro:ogni sera organizzavano feste,ballavano ,bevevano e scopano e ovviamente(anche i luoghi comuni ogni tanto hanno la loro parte di ragione) i nani erano tutti superdotati e a tal proposito la giovane donna non faceva altro che ripetersi:meglio un pene grande oggi che un uomo bello domani.
Le giornate di Biancaneve e dei nani scorrevano insomma felici e prive di preoccupazioni,anche perchè con il suo fascino la nostra fanciulla aveva convinto tuttti gli animaletti del bosco a lavorare gratis per lei e in mancanza di cibo(ne i nani ne Biancaneve lavoravano ) i suddetti animaletti diventavano anche fonte di nutrimento.
Nella vita di questa giovane e fortunata ragazza mancava però qualcosa e fu così che un giorno decise di farsi il profilo badu e proprio grazie a badu conobbe un bellissimo principe che le chiese subito di sposarlo,lei acconsentì,ma dal momento che il principe pur essendo bello aveva il pene piccolo lo convinse a portare a vivere nel loro castello i suoi amici nani.
Il nostro principe,proprio grazie a badu,aveva scoperto di essere bisessuale e per questo acconsentì entusiasta e così la vita dei nosri eroi proseguì per lungo tempo felice.
Ovviamente nel castello furono portati anche gli animali del bosco che continuarono,ignari dell'esistenza dei diritti sindacali,a svolgere le loro mansioni.
Quello che si evince da questa storia è :CU NESCI ARRINESCI,LE VIE DI BADU SONO INFINITE,IL LAVORO NERO e' UNA PIAGA CHE AFFLIGGE ANCHE LE SOCIETà FIABESCHE
November 15 __E dopo Majakowskj,Maile E Malfatto Continuarono Loro Fino A Leggermi Matto__ Tu prova ad avere un mondo nel cuore e non riesci ad esprimerlo con le parole, e la luce del giorno si divide la piazza tra un villaggio che ride e te, lo scemo, che passa, e neppure la notte ti lascia da solo: gli altri sognan se stessi e tu sogni di loro E sì, anche tu andresti a cercare le parole sicure per farti ascoltare: per stupire mezz'ora basta un libro di storia, io cercai di imparare la Treccani a memoria, e dopo maiale, Majakowsky, malfatto, continuarono gli altri fino a leggermi matto. E senza sapere a chi dovessi la vita in un manicomio io l'ho restituita: qui sulla collina dormo malvolentieri eppure c'è luce ormai nei miei pensieri, qui nella penombra ora invento parole ma rimpiango una luce, la luce del sole. Le mie ossa regalano ancora alla vita: le regalano ancora erba fiorita. Ma la vita è rimasta nelle voci in sordina di chi ha perso lo scemo e lo piange in collina; di chi ancora bisbiglia con la stessa ironia "Una morte pietosa lo strappò alla pazzia". November 03 __La Sirenetta__Dopo lunghe e tristi vicessitudini la sirenetta convinse suo padre,il re Tritone, a trasforormare la sua coda di pesce in un paio di gambe e così lei potè coronare il suo sogno d'amore sposando il principe. I festeggiamenti del matrimonio durarono a lungo e apparentemente sembrava che il re Tritone fosse felice per sua figlia e che avesse messo da parte ogni risentimento,ma si sa che niente è come sembra e in realtà lui continava a essere incazzatissimo,dato che non riusciva a capire perchè la principessa aveva rinunciato a diventare regina dell'oceano per sposare un principe così brutto e così coglione come mai se ne erano visti nelle favole . Ariel,questo era il nome della sirenetta,si rese subito conto che il padre non era felice come voleva fare credere a tutti e se ne accorse perchè al posto della sua bellissima coda le aveva dato due gambe stortissime e piene di cellulite,ma pensò che non valeva la pena di fare storie per così poco,dal momento che i vestiti giusti e un po' di palestra avrebbero certamente risolto il problema e continò a festeggiare incurante... Ma la vendetta del re Tritone non si fermava certo alle fattezze delle gambe e di questo la povera sirenetta se ne rese conto col trascorrere del tempo. Il re,infatti,pur avendo dato alla coda di Ariel forma di gambe fece in modo che la principessa non perdesse l'odore caratteristico del pesce e così la puzza di pesce emanata dalla principessa cresceva col trascorrere del tempo,nessuno voleva starle vicino e ogni volta che gli amici del principe lo invitavano ad uscire gli chiedevano esplicitamente di non portare con se la moglie. La povera Ariel passava le sue giornate da sola,allontanata da tutti,anche dal principe,che non potendo più sopportare il suo odore che si espandeva per tutto il castello la fece rinchiudere nelle prigioni più profonde e buie del castello. Infelice della sua esistenza sulla terra Ariel si recò sulla riva del mare e chiese al padre di ritrasformarla in sirenetta,ma lui la mandò a cacare,perchè nel frattempo la sorella minore di Ariel aveva convinto il re Tritone a nominarla erede del regno dell'oceano. La povera Ariel tornò alla sua esistenza triste e solitaria e capì che fidarsi è bene,ma non fidarsi è anche meglio,che chi troppo vuole nulla stringe e che nella vita se si vuole ottenere qualcosa è necessario fare quello che aveva fatto sua sorella:aspettare il momento più opportuno per metterla nel culo agli altri. November 02 CenerentolaLa giovane principessa sposò il principe azzurro e vissero felici e contenti,stando alle versione ufficiale è questa la conclusione della favola,ma ovviamente non è così. Cenerentola dopo aver passato la sua infanzia e la sua giovinezza a portare la colazione a letto e a levare i calli alle sorellastre non mutò di molto la sua condizione dopo il matrimonio,anzi in realtà la peggiorò perché se le sorellastre la lasciavano libera di farsi i cazzi suoi dopo essere state servite,il principe marito oltre ai servizi domestici pretendeva anche prestazioni sessuali soddisfacenti e quindi la povera Cenerentola non aveva mai un minuto per farsi i cazzi suoi. Tutti i giorni dopo aver portato la colazione a letto al marito e dopo averlo vestito doveva pulire ogni angolo del castello e senza le canzoncine rompipalle dei topolini che aveva lasciato nella sua vecchia casa era molto più triste farlo,inoltre anche gli uccellini l’avevano mandata a cacare per cui dovette imparare a farsi la doccia da sola e a rifarsi il letto. Il principe quando tornava a casa pretendeva di trovare cibo di suo gradimento e di avere rapporti sessuali soddisfacenti per tutta la notte,ma capitava spesso che durante gli amplessi Cenerentola si addormentasse e per questo il principe la picchiava ,lei per non peggiorare la situazione diceva al marito che la ragione del suo assopimento durante i rapporti sessuali era la stanchezza accumulata durante il giorno,ma in realtà mentiva si addormentava perché il principe oltre ad avere un pene troppo piccolo era anche un pessimo amatore affetto da eiaculazione precoce. Insomma dopo il matrimonio Cenerentola peggiorò di molto la sua condizione:continuò a spaccarsi il culo con i lavori domestici e raddoppiò la mole del lavoro quotidiano perché il principe abitava in un castello tre volte più grande della sua precedente dimora,dovette rinunciare alla compagnia dei suoi amici animali perché il principe era allergico ai peli dei topi e gli uccellini dopo essersi iscritti al sindacato si erano rotti i coglioni di farsi sfruttare da lei,fu costretta ad avere rapporti sessuali insoddisfacenti ogni sera,e a cucinare il doppio rispetto a quello che preparava per le sorellastre che a differenza del principe erano sempre a dieta. Cenerentola fu felicissima quando all’età di 76 anni si ritrovò vedova,si comprò un gatto come fanno tutte le vecchie e lo fece castrare perché alla sua età voleva vivere tranquilla e non poteva cerco mettersi appresso al gatto che scappava per andare ad accoppiarsi. Un giorno,mentre era col suo gatto sulla terrazza del castello a pensare alla vita di merda che aveva avuto,le apparve la fata Madrina che provando tanta pena per la vecchia e sfortunata Cenerentola le disse che poteva esprimere due desideri. Cenerentola contentissima chiese alla fata Madrina di farla tornare giovane e bella e dopo essere tornata giovane provò di nuovo impulsi sessuali e per questo senza pensarci chiese alla fata di trasformare il suo gatto in un principe.La fata Madrina ubbidì e la povera Cenerentola si trovò a trascorrere un’altra lunga vita più brutta di quella di prima,perché si ricordò troppo tardi che il suo gatto era stato castrato e quindi si trovò a far da schiava a un principe esigente,incapace di avere rapporti sessuali con lei,ma capacissimo di farsi penetrare dal giardiniere e così di lì a poco si trovò a casa una coppia di fatto e dovette obbedire anche agli ordini dell’amante di suo marito. Cenerentola capì che se nasci tunnu non mori quadratu e che al peggio non c’è mai fine |
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